Separazione ai tempi del Covid 19

Procedimenti famigliari ai tempi del covid-19: primario interesse della prole.

Il CNF ha elaborato Linee Guida del 23 aprile 2020 per i procedimenti in materia di famiglia, per consentire il rispetto delle esigenze di salute pubblica e conciliarlo con la non dilazionabilità delle decisioni in situazioni di convivenze divenute intollerabili. La regolamentazione giuridica di essa costituisce una priorità, per evitare degenerazione dei rapporti, nell’indubbio interesse della prole. Laddove sia impossibile la celebrazione delle udienze in tribunale, il principio base deve essere evitare rinvii, prevedendo modalità che consentano l’emanazione dei necessari provvedimenti (di seguito il link: Linee Guida in materia di Famiglia del Consiglio Nazionale Forense del 23 aprile 2020).

I procedimenti.

Il contesto normativo prevedeva la sospensione di tutti i procedimenti con esclusione delle vicende processuali relative alle cause relative ai minori allontanati dalla famiglia ed alle situazioni di grave pregiudizio e le cause relative ad alimenti o ad obbligazioni alimentari derivanti da rapporti di famiglia, di parentela, di matrimonio o di affinità e di tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti (periodo trascorso che andava fino al 10 magg 2020).

Dall’11 maggio al 30 giugno spettava poi ai Capi degli uffici giudiziari dettare misure organizzative, anche relative, come recita la norma, alla trattazione degli affari giudiziari. Tali misure dovevano essere adottate dopo aver sentito i rispettivi Consigli dell’Ordine. Sotto tale profilo è evidente il rilievo che le Linee Guida del CNF assumono.

Le Linee Guida distinguono tra le varie ipotesi e propongono:

  1. per i procedimenti di natura consensuale, il deposito esclusivamente telematico e l’adesione dei difensori, conforme alla volontà delle parti, alla c.d. trattazione scritta. Ciò è del tutto conforme alla previsione normativa, secondo cui i Capi degli uffici giudiziari possono prevedere lo svolgimento delle udienze civili mediante lo scambio ed il deposito telematico di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni e la successiva adozione fuori udienza del provvedimento del giudice. Il tentativo obbligatorio di conciliazione nei procedimenti di separazione e divorzio, si risolveva sia attraverso una dichiarazione sottoscritta dalle parti sia con il riferimento alla giurisprudenza di legittimità (Cass., sent. n. 34/2008 e 11059/2001), secondo cui il tentativo non costituisce un presupposto indefettibile del giudizio;
  2. Per i procedimenti contenziosi, le Linee affermano che la scelta di celebrare l’udienza tramite collegamento da remoto debba avvenire previa disponibilità dei difensori delle parti, i quali la ritengano compatibile con le esigenze della difesa. Ciò significa che i difensori potranno rifiutare lo svolgimento dell’udienza da remoto adducendo giustificate ragioni relative all’effettività, nel caso concreto, del contraddittorio ed all’esercizio del diritto di difesa e non per motivi generici o pregiudiziale rifiuto degli strumenti telematici. Le Linee affermano che, nelle separazioni e nei divorzi, il tentativo di conciliazione possa essere svolto in via telematica, rimettendosi al prudente apprezzamento del giudice e sconsigliano che esso avvenga dall’abitazione personale dei coniugi, indicando in via preferenziale (e nel rispetto delle norme sul distanziamento) lo studio del difensore. 

In ordine all’ascolto del minore, le Linee guida del CNF prevedono che esso venga effettuato personalmente laddove sia assolutamente indispensabile e indicano modalità per l’ascolto in Tribunale e per il coinvolgimento dei servizi sociali o l’audizione per chiarimenti del CTU. Si ricorda che l’ascolto del minore non ammette deroghe.

Fermo pertanto il diritto del minore ultradodicenne o capace di discernimento all’ascolto, le Linee consigliano di ricorrere, in tutti i casi in cui sia possibile, a forme alternative di ascolto. È evidente e condivisibile la preoccupazione che il minore, in luoghi diversi dal Tribunale o dallo studio del curatore, possa essere esposto a pressioni che lo condizionino o lo danneggino. 

Per la ricalendarizzazione delle udienze di famiglia non svolte, si sottolinea l’esigenza di celerità.

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