pignoramento equitalia

Pignoramento Equitalia  – Agenzia delle Entrate Riscossione

PREMESSA

Equitalia non esiste più. Ora c’è Agenzia delle Entrate Riscossione, in sigla AdER.

Non è un semplice cambio di nome ma di sostanza. Il sostantivo Agenzia, a livello governativo e legislativo, dà conto di una serie di poteri e di autonomie che erano preclusi alla semplice Equitalia.

Non solo perché Equitalia portava dietro di sé una brutta immagine fatta di debitori disperati e imprenditori prosciugati ma anche perché era necessario rinnovarne l’immagine. Inoltre vi è la necessità di dare al braccio armato dello stato (Manzoni li chiamava i “Bravi”) una nuova potenza, maggiore autonomia, svincolata da logiche di parlamento troppo sensibili alla pancia del popolo e finalmente autonoma nel budget, nello scopo, nella dirigenza e nei poteri: una agenzia ha poteri infiniti (dialoga direttamente con Agenzia delle Entrate e i database sono finalmente condivisi senza limitazioni all’accesso) e una indipendenza tale da ricoprire ruolo di vertice senza alcun potere superiore, se non quello ministeriale sfornito di veri e propri poteri di intervento (per capirne il perimetro si osservino le Agenzie Antitrust, le Agenzie per la Protezione dei Dati, le Agenzie delle Dogane, Agenzia del Demanio, Agenzia del Trasporto, Agenzia della Protezione Civile per citarne alcune; per maggior approfondimento leggere attentamente l’enciclopedia degli italiani http://www.treccani.it/enciclopedia/agenzie-amministrative/).

Ciò premesso Agenzia delle Entrate Riscossione, o per i nostalgici Equitalia, ha gli stessi poteri pratici di prima senza alcun reale potere di controllo e/o intervento.

 

RUOLO DI AdER – EQUATALA

In breve: AdER ha il compito di riscuotere le cartelle di pagamento.

La Cartella di Pagamento è l’atto che l’Agenzia delle Entrate Riscossione invia ai contribuenti per recuperare i crediti vantati dagli enti creditori (Agenzia delle Entrate, Inps, Comuni, Regioni ecc.).

La Cartella di Pagamento contiene l’indicazione delle somme dovute, una descrizione delle stesse, un invito a provvedere al pagamento entro gg.60 e l’avvertimento che nel caso non si provveda si procederà ad esecuzione forzosa. Ci sono anche le indicazioni per l’impugnazione e/o per la rateizzazione ad esempio contro l’iscrizione a ruolo il contribuente può proporre opposizione al giudice del lavoro competente entro il termine di gg.40 dalla notifica della cartella di pagamento. In più (e ciò è stato per diverso tempo motivo per l’impugnazione) vengono riportati il responsabile del procedimento della formazione della cartella e della notificazione della cartella.

Il ruolo, invece, è l’elenco delle somme che risultano dovute dal contribuente ed è formato dall’ente impositore (cioè l’ente creditore). Questo viene trasmesso a AdER (Equitalia) che predispone la cartella, la notifica, riscuote le somme e le verse nelle casse dello stato; in caso non riesca a riscuoterle volontariamente avvia l’esecuzione.

 

PARTICOLARITA’ DEL PIGNORAMENTO DI EQUITALIA-AdER

Trascorsi i gg.60 senza il pagamento o la rateazione, infatti, Equitalia (ora AdER) procede con le iniziative cautelari e conservative (sequestri, pegni e ipoteche) o per la procedura di riscossione coatta (pignoramenti immobili, pignoramenti stipendi, pignoramento presso terzi e pignoramento conto corrente).

La procedura dello stato è facilitata.

Come al solito lo Stato (conscio della farraginosità della procedura esecutiva imposta dal codice di procedura civile – quella cui soggiace qualsiasi privato, per intenderci) ha previsto una procedura ad hoc, più celere e meno soggetta a interruzioni, riducendo i c.d. motivi di opposizione.

La normativa è prevista dall’art.72 D.P.R. 602/73 e sue successive modifiche e integrazioni.

 

ELEMENTI CARATTERIZZANTI LA PROCEDURA ESECUTIVA DI AdER

La procedura esecutiva di Equitalia (AdER) non passa per il vaglio di un giudice. E’ un procedimento che va esente dal controllo giudiziale e dalle sue lungaggini (salvo impugnazione – che vedremo poco oltre –  e salvo alcuni casi specificamente previsti ad esempio in caso di pignoramento crediti pensionistici).

L’atto di pignoramento presso terzi è speciale, è diretto al terzo pignorato (si pensi ad una Banca, si pensi ad un datore di lavoro, si pensi gestore finanziario, si pensi ad una assicurazione) e contiene l’ordine diretto al terzo di pagare direttamente al concessionario AdER:

– entro gg.60 dalla notifica per i crediti già maturati, quelli anteriori alla notificazione;

– alle rispettive scadenze, per le restanti somme.

La norma, poi, prevede l’impossibilità di opporsi al pignoramento (art.615 c.p.c.) salvo che in merito alla pignorabilità dei beni pignorati (art.545 commi 1 e 2 c.p.c.). E’ pretermessa la possibilità di impugnare l’atto esecutiva con riguardo alla regolarità formale della notifica o del titolo esecutivo (inapplicabilità dell’art.617 c.p.c.).

Rimangono, ad ogni modo, motivazioni di opposizione esperibili (1. Mancato rispetto dei limiti alla pignorabilità degli stipendi introdotti dal D.L.n.16/12, come vedremo fra poco; 2. Mancato avviso ex art.50 D.P.R. n.602/73; 3. Mancato rispetto del termine di gg.60 prima dell’inizio delle esecuzioni), ma sono ridotte al minimo al fine di distanziarsi da quel ginepraio che è tipico delle azioni esecutive e della procedura cui devono sottostare i privati.

Tale normativa speciale ha quale ragione quella di rendere più spedita e meno interrotta la procedura di riscossione dei crediti da parte dello stato.

 

AZIONI ESECUTIVE TIPICHE DELL’AdER – EQUITALIA

PIGNORAMENTO IMMOBILIARE

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può aggredire gli immobili.

In questo caso – a differenza dei privati – Equitalia ha delle limitazioni.

AdER non può aggredire l’immobile allorquando esistono contestualmente le seguenti caratteristiche:

a) l’immobile è l’unico di proprietà;

b) contestualmente è quello di residenza del debitore;

c) non è di lusso (non è A8 né A9).

Qualora manchi uno dei precedenti requisiti Equitalia non può agire comunque se:

d) il debito complessivo (capitale, interessi e sanzioni) è inferiore a €.120.000,00;

e) il valore dell’immobile è inferiore a €.120.000,00;

f) non sono passati almeno sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca e il debitore ha pagato, rateizzato o ottenuto un provvedimento di sgravio, sospensione.

La procedura in esame, poi, prevede che l’immobile ipotecato o pignorato possa essere venduto privatamente dal contribuente con l’assenso della AdER che interviene all’atto incamerando l’intera somma della vendita. Detratto ogni importo dovuto all’ente impositore restituirà al contribuente solo l’eventuale eccedenza.

 

PIGNORAMENTO PRESSO TERZI

PIGNORAMENTO STIPENDIO

Si è detto che tale pignoramento contiene l’ordine di pagamento all’AdER delle somme dal terzo dovute al debitore.

Il principio è quello del debitor debitoris.

Se C (terzo) deve a B (contribuente con cartelle) e B deve a A (AdER) lo schema del pignoramento presso terzi prevede che si salti un passaggio: C pagherà direttamente ad A con ciò estinguendo simultaneamente due obbligazioni.

Qualora si parli di stipendio, però, Equitalia (AdER) ha delle limitazioni che i privati non hanno: la quota pignorabile dipende direttamente dall’entità dello stipendio.

Se il privato soggiace alla limitazione di 1/5 dello stipendio e del TFR, AdER ha potenzialità di pignoramento inferiori. Eccole:

– per stipendi inferiori ad €.2.500,00 netti Equitalia può pignorare 1/10 dello stipendio;

–  tra €.2.501,00 e €.5.000,00 netti potrà procedere con 1/7;

–  oltre €.5.000,00 netti sarà pignorabile per 1/5.

PIGNORAMENTO CONTO CORRENTE

Qualora si parli di conti correnti bancari o postali, nulla questio.

L’unica limitazione al pignoramento è quella relativa all’ultimo stipendio accredito che rimane libero da pignoramento.

La giacenza sì, è pignorabile; l’ultimo stipendio no che resta a disposizione del contribuente per le necessità di vita dello stesso e della sua famiglia.

Per ogni aggiornamento il sottoscritto vi invita a verificare sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (www.agenziaentrateriscossione.gov.it).

Il consiglio non può che essere sempre lo stesso: per il vostro caso specifico rivolgetevi ad un avvocato esperto di esecuzione, di tributi, magari il vostro avvocato di fiducia.

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