Perdita del reddito di cittadinanza

Cos’è il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è stato introdotto dal DL 4/2019.

Come chiarito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari.

I cittadini possono richiederlo, a partire dal 6 marzo 2019, obbligandosi a seguire un percorso personalizzato di inserimento lavorativo e di inclusione sociale.

Decadenza dal reddito di cittadinanza 

La normativa prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

La DICHIARAZIONE D’IMMEDIATA DISPONIBILITÀ AL LAVORO è un documento attraverso cui il richiedete il beneficiario del Reddito di cittadinanza attesta di non aver in essere alcun rapporto di lavoro e, nello stesso tempo, di trovarsi nella condizione di cercare nuovamente un lavoro.

  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale.

Il PATTO DI LAVORO è un documento – da sottoscriversi obbligatoriamente presso il Centro per l’Impiego – che attesta la volontà del richiedente di partecipare a qualsiasi misura di politica attiva volta ad aumentare le possibilità di trovare un impiego. In concreto il patto prevede alcune misure pianificate dal Centro per l’Impiego, volte a investire al meglio il tempo della disoccupazione, in primis partecipando a laboratori che hanno il compito di ottimizzare l’attività di ricerca del lavoro, con particolare riguardo all’apprendimento delle nozioni base per la stesura del curriculum vitale, piuttosto che delle modalità per affrontare al meglio un colloquio di lavoro; in secondo luogo partecipando a percorsi di formazione professionale.

  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai PROGETTI UTILI ALLA COLLETTIVITÀ, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;

Nell’ambito dei Patti per il lavoro e/o per l’inclusione sociale, i beneficiari del Reddito di cittadinanza sono tenuti a svolgere Progetti Utili alla collettività (PUC) nel comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16. I Comuni sono responsabili dei PUC e li possono attuare in collaborazione con altri soggetti.

Come chiarito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella apposita scheda informativa, oltre a un obbligo, i PUC rappresentano un’occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività;  per i beneficiari, perché i progetti saranno strutturati in coerenza con le competenze professionali del beneficiario, con quelle acquisite anche in altri contesti ed in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti presso il Centro per l’impiego o presso il Servizio sociale del Comune. Per la collettività, perché i PUC dovranno essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità locale e dovranno intendersi come complementari, a supporto e integrazione rispetto alle attività ordinariamente svolte dai Comuni e dagli Enti pubblici coinvolti.

  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare.

La DSU, acronimo di Dichiarazione Sostitutiva Unica, è un documento di autocertificazione delle caratteristiche del nucleo familiare del richiedente, del reddito e della sua situazione patrimoniale, sia mobiliare che immobiliare. Ogni variazione inerente la composizione del nucleo familiare o la situazione lavorativa dei suoi componenti dovrà essere riportata nella DSU al fine di adeguare l’importo spettante a titolo di reddito di cittadinanza.

  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Avv. Annamaria Appiani

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