IVA

Operazioni IVA imponibili , non imponibili, esenti ed escluse

 

COME SI CLASSIFICANO LE OPERAZIONI IVA AI SENSI DEL DPR 633/1972

L’applicazione dell’IVA, Imposta del Valore Aggiunto, avviene se vi sussistono i seguenti presupposti:

  • presupposto oggettivo: stabilisce che, l’applicazione dell’IVA, è possibile solo se si tratta di operazioni in cui vi è la cessione di beni o prestazioni di servizi ex art. 2 e 3 del decreto del 26/10/1972;
  • presupposto soggettivo: stabilisce che, l’applicazione dell’IVA, deve essere fatta nell’esercizio di un’attività che può essere professionale o imprenditoriale ex art. 4 e 5;
  • presupposto territoriale: stabilisce che può essere fatta solo se l’operazione sia effettuata in Italia ex art. 7 del DPR.

Mentre, le operazioni in cui manca almeno uno dei tre presupposti sopracitati sono definite operazioni fuori campo IVA, ad esempio:

  • prestazione di un lavoro subordinato (mancanza del presupposto oggettivo);
  • cittadino privato che vende la propria auto (mancanza del presupposto soggettivo);
  • vendita di un bene situato all’estero (mancanza del presupposto territoriale).

COME VENGONO CLASSIFICATE LE OPERAZIONI IVA?

In base all’esistenza o meno di uno dei tre presupposti è possibile distinguere le diverse tipologie di operazioni IVA. Il decreto IVA classifica le operazioni in rilevanti (imponibili, non imponibili ed esenti) e non rilevanti (escluse) a seconda che esse producano o meno il sorgere di obblighi formali e sostanziali.

Le operazioni imponibili IVA sono tutte quelle operazioni in cui sussistono tutti e tre i presupposti previsti dalla normativa. Si tratta di tutte le operazioni di cessioni di beni e/o prestazioni di servizi realizzate nell’esercizio di impresa, arte o professione svolta nel territorio dello Stato italiano.

Le operazioni imponibili ai fini IVA possono essere soggette a quattro aliquote:

  • 4% sui beni di prima necessità;
  • 5% su erbe e piante aromatiche e su alcune operazioni relative alle cooperative sociali;
  • 10% aliquota intermedia;
  • 22% aliquota ordinaria.

Le operazioni non imponibili IVA sono quelle operazioni commerciali che mancano di uno o più requisiti previsti dalla normativa di riferimento.

Un’operazione non imponibile potrebbe essere la cessione all’estero poiché manca il presupposto di territorialità; mentre invece sono presenti gli altri due presupposti, quindi: cessione di beni o prestazione di servizi nell’esercizio di attività d’impresa.

Fanno parte di questa categoria:

  • le esportazioni;
  • le operazioni intracomunitarie;
  • i servizi connessi ad attività internazionali nonché le operazioni inerenti al servizio nautico ed aeronautico.

Le operazioni esenti sono tutte quelle operazioni che soddisfano tutti e tre i requisiti ma che, per ragioni di opportunità economica e sociale, il legislatore ha deciso che non deve essere applicata l’IVA.

Si tratta delle operazioni esenti IVA articolo 10 che devono essere fatturate e contabilizzate come le altre. I motivi che giustificano le esenzioni IVA ex art. 10 sono ricondotte a due fattispecie:

  • operazioni esente IVA art. 10 per ragioni sociali, come le prestazioni sanitarie o alle attività di carattere culturale;
  • operazioni esente IVA art. 10 per ragioni di equilibrio della tassazione, come le operazioni di finanziamento che già sono soggette ad altra forma di imposizione fiscale.

Possono far parte di questa categoria, ad esempio:

  • le prestazioni mediche o sanitarie;
  • attività educative e culturali;
  • esercizio di giochi e scommesse;
  • alcune operazioni immobiliari;
  • gli interessi per dilazioni di pagamento.

Il soggetto passivo IVA che realizza un’operazione esente IVA art. 10 non può detrarre l’IVA sugli acquisti, quindi viene meno la “neutralità” del tributo che diventa un costo a tutti gli effetti.

Le operazioni escluse, previste dall’art. 15 del DPR 633/1972, sono quelle operazioni che non danno luogo a particolari obblighi e nemmeno vanno ad incrementare il volume d’affari e dove non è presente il presupposto oggettivo.

La differenza con l’esenzione IVA art. 10 è che comporta obblighi sostanziali e formali per il contribuente, mentre l’art. 15 prevede i casi di esclusione IVA e non comporta particolari obblighi per il contribuente.

Ai sensi dell’art. 15 del Decreto del Presidente della Repubblica del 26/10/1972 n. 633, non concorrono a formare la base imponibile:

  • le somme dovute a titolo di interessi moratori o di penalità per ritardi o altre irregolarità nell’adempimento degli obblighi del cessionario o del committente;
  • gli interessi dovuti per dilazione di pagamento, nei limiti della parte corrispondente al saggio legale aumentato di tre punti;
  • le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate;
  • l’importo degli imballaggi e dei recipienti, quando ne sia stato espressamente pattuito il rimborso alla resa;
  • le somme dovute a titolo di rivalsa dell’imposta sul valore aggiunto.

 

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