neuromarketing

NEUROSCIENZE E NEUROMARKETING

 

Quando il marketing sposa le neuroscienze si va a delineare un approccio nuovo e di grande valore, il neuromarketing.

Prima di approfondire questo tema e di mostrare come si è arrivati al concetto di neuromarketing è fondamentale comprendere cosa sia per noi il mercato e quali siano le conseguenti e dirette associazioni.

Il mercato si delinea come un contesto d’interazione ovvero come un luogo d’incontro, di scambio, di domanda e di offerta.

Il termine marketing prende direttamente origine dalla parola inglese market (mercato) a cui viene aggiunta la desinenza del gerundio al fine di indicare l’azione aziendale destinata alla vendita di prodotti e servizi.

Dal punto di vista pratico ogni azienda, per ricevere un profitto da questa azione, deve operare affinché riesca a generare un valore non ancora esistente o offrirne uno migliore rispetto ad altri.

Alla base del marketing vige il brand ovvero lo strumento comunicativo chiave che connota l’impresa e i suoi prodotti.

Il termine “brand” è stato sviluppato contestualmente al processo di industrializzazione che investì Europa e America durante il XIX secolo.

La parola “brand” deriva dal tedesco e ha diversi significati, più o meno tutti attinenti al “fuoco”, questo perché i primi coloni tedeschi utilizzarono questo nome per indicare la marchiatura a fuoco eseguita sul proprio bestiame.

Date queste premesse è possibile affermare che “brandizzare” significa contraddistinguere il proprio prodotto da tutti gli altri, certificando proprietà e diritti.

Secondo una definizione sociale, il marketing è un processo per mezzo del quale  gli individui ottengono ciò di cui hanno bisogno attraverso la creazione, l’offerta e lo scambio di prodotti e servizi di valore con gli altri.

Secondo una definizione gestionale, il marketing è “l’arte di vendita dei prodotti”.

Peter Drucker, dichiara “L’obiettivo del marketing è quello di conoscere e capire il cliente così bene che il prodotto o servizio lo si adatta e si vende.”

La scelta d’acquisto è – quindi – guidata dal bisogno connesso sia all’utile razionale, sia alla sfera emotiva. Per decenni le imprese hanno utilizzato gli strumenti tradizionali di ricerca di mercato nel tentativo di determinare il motivo per cui i clienti preferiscono un prodotto rispetto a un altro: sono stati utilizzati questionari, interviste individuali con domande aperte e focus group di potenziali acquirenti, senza analizzare una componente importante: l’impulso.

Il consumatore quando sceglie può essere influenzato da un bias cognitivo, cioè la tendenza a far prevalere fattori cognitivi anche inconsci e pregressi su altri elementi sensoriali e percettivi.

Oggi si ha la necessità di comprendere come il cervello possa guidare il consumatore nella scelta d’acquisto.

Oggi strumento di comunicazione del marketing non è più il brand…ma il brain: il cervello.

Il marketing soddisfa o crea i bisogni?

 

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