Le applicazioni del Trust nel diritto di famiglia

Cos’è un trust?

Il trust è uno strumento di segregazione patrimoniale definito dalla dottrina come quell’intesa riconosciuta dalla legge dove una persona trasferisce la sua proprietà in capo ad un amministratore e questi l’amministra a vantaggio del beneficiario o del disponente.

L’introduzione della figura del trust nell’ordinamento italiano mette in discussione due principi considerati essenziali nell’ordinamento: la tipicità dei diritti reali e l’aggredibilità del patrimonio del debitore alle azioni esecutive dei creditori. Il Trust si pone quindi come strumento valido e innovativo volto alla soluzione di quegli aspetti giuridici non ancora ben disciplinati nel nostro ordinamento. 

Applicazione del trust al diritto di famiglia.

Come anticipato, il Trust implica che un soggetto – settlor/disponente – trasferisca ad un altro soggetto – trustee – la titolarità di uno o più diritti, conferendogli l’incarico di utilizzare i medesimi a vantaggio di un terzo – beneficiary/beneficiario – o per il perseguimento di uno scopo. 

L’effettiva utilizzabilità pratica dell’istituto inglese al diritto di famiglia ben si adatta, di fatto grazie alla sua malleabilità, al continuo mutamento sociale. 

Se intendiamo, infatti, la famiglia come come quella figura giuridica che ha origine e fonte nell’atto di matrimonio, non si possono allora dimenticare altre forme di unioni, parimenti legittime, che trovano la loro fonte in situazioni margilmente disciplinate dal legislatore o addirittura dallo stesso sconosciute, come ad esempio le coppie di fatto, o ancora le coppie omosessuali. 

Perciò il Trust rappresenta uno strumento efficace e competitivo rispetto a qualsiasi altra soluzione, collocandosi come valida alternativa all’istituto conosciuto del fondo patrimoniale

Differenza tra trust e fondo patrimoniale.

Operando un confronto tra i due istituti, emergono i limiti di applicabilità del fondo patrimoniale e spiccano gli spazi operativi del Trust di famiglia. 

Gli elementi che contraddistinguono il fondo patrimoniale, sono assimilabili al trust di famiglia per quanto attiene ai suoi effetti tipici, consistendo il fondo nell’accezione di cui all’art.167 c.c.., in un complesso di beni determinati, immobili o beni mobili registrati, od ancora titoli di credito destinati da un coniuge, da entrambi o da un terzo a far fronte ai bisogni della famiglia. 

Si tratta quindi di un patrimonio separato con conseguente realizzazione dell’effetto segregativo e destinato al raggiungimento di un fine tipico, prestabilito dall’ordinamento giuridico: il soddisfacimento dei bisogni della famiglia. 

A detta finalità consegue l’effetto di escludere i creditori estranei ai bisogni della famiglia, dalla possibilità di soddisfarsi sul patrimonio separato. 

Ulteriore aspetto costitutivo dell’assetto del fondo patrimoniale è la necessaria contitolarità dei coniugi dei diritti facenti parte del patrimonio del fondo.

I coniugi possono operare disgiuntamente per gli atti di ordinaria amministrazione, mentre per quelli di straordinaria amministrazione, è necessario il consenso di entrambi i coniugi. Qualora inoltre, vi siano figli minori, per tutti gli atti di cui all’art.169 c.c., occorre l’autorizzazione del Giudice.

Ammissibilità e applicazioni del trust familiare.

Il trust coinvolge i seguenti aspetti, di qui riproposti schematicamente:

  • Contratti atipici: la causa familiare.
  • Mantenimento della prole: garanzia adempimento obbligazioni ex art. 156 cod.civ. e art. 6 Legge 898/70, nuovo art. 155 bis cod.civ. (L. 54/2006).
  • Soluzione della crisi coniugale: Cass. 14 marzo 2006 n. 5473.
  • Ridistribuzione patrimonio comune e di ciascuno.
  • Tutela reale soggetti deboli del rapporto.
  • Vantaggi fiscali (art. 19 L. 898/70 – Corte Cost. n. 154/1999).

Avendo così le seguenti applicazioni:

  • Casa coniugale: assegnazione in presenza di figli minori. Trust autodichiarato dal genitore proprietario esclusivo per regolare i diritti di abitazione e patrimoniali del figlio minore sino al raggiungimento dell’età matura quando gli verrà attribuita la proprietà
  • Fondo patrimoniale e separazione. Accordo di separazione consensuale contenente istituzione di trust autodichiarato in cui sono vincolati i beni immobili di entrambi i coniugi e altri beni (quote di partecipazioni a società) allo scopo di mantenere la destinazione ai bisogni della famiglia per ulteriori dieci anni, oltre la durata fisiologica del fondo stesso, sino al raggiungimento dell’autonomia economica di entrambi i figli.
  • Patrimonio immobiliare familiare e separazione con figli maggiorenni. Accordo di separazione consensuale comprendente l’istituzione con separato atto notarile di un trust nel quale ciascun coniuge conferisce il proprio patrimonio immobiliare trasferito ad un trustee per la gestione e conservazione al fine di essere, dopo la morte dei disponenti, diviso in quote fra i discendenti.
  • Separazione con figli maggiorenni: esigenza di protezione patrimoniale. Istituzione di trust autodichiarato nel quale sono segregati gli immobili di ciascun coniuge acquistati o ereditati nel corso del matrimonio al fine di mantenerne la consistenza, trarne frutti per tutta la durata della vita dei disponenti e successivamente la loro morte essere attribuiti in due distinti lotti a ciascuno dei due figli evitando la comunione ereditaria.

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