Il tradimento

La psicologia e il diritto.

Il tradimento è tra le cause più comuni di divorzio. Avere una o più relazioni extraconiugali viola il dovere di fedeltà e per questo il giudice potrebbe addebitare al fedifrago la fine del matrimonio e condannarlo a risarcire i danni economici e morali.

Tuttavia il risarcimento non è automatico ma occorre un’apposita richiesta al giudice; inoltre si dovrà provare tramite certificazione medica che il tradimento ha provocato un danno psicofisico di non lieve entità.

La condanna a risarcire i danni si aggiunge all’addebito del divorzio o della separazione che ha come conseguenza principale la perdita del diritto all’assegno di mantenimento. Di seguito tutti i presupposti per chiedere il risarcimento danni dopo il tradimento di moglie o marito.

Obbligo di fedeltà: cosa accade a chi non lo rispetta?

L’obbligo di fedeltà è uno degli effetti principali che discendono dal vincolo matrimoniale. Per questa ragione il tradimento è uno degli elementi che il giudice deve tenere in considerazione per determinare chi è il responsabile della fine del matrimonio e stabilire a chi attribuire l’addebito.

C’è da dire, però, che l’addebito non è una conseguenza automatica del tradimento ma è da accertare che l’infedeltà del coniuge sia stata la causa scatenante della rottura del vincolo. Ad esempio se l’infedeltà avviene quando la coppia era già in crisi il tradimento non genera l’addebito della separazione.

In ogni caso chiedere l’addebito all’ex coniuge infedele è cosa ben diversa dal chiedere il risarcimento per tradimento. La pretesa risarcitoria, infatti, consegue alla verifica di determinati presupposti che devono essere provati dal richiedente e valutati dal giudice. Ciò non toglie che l’addebito e il risarcimento del danno possono cumularsi tra loro. 

Oltre alla responsabilità della fine del rapporto la Cassazione è arrivata a riconoscere al coniuge tradito anche il diritto al risarcimento del danno; questo perché tradire moglie o marito è considerato un illecito civile in quanto diritti e doveri del matrimonio – tra cui l’obbligo di fedeltà – hanno natura giuridica, oltre che etica e morale (Corte di cassazione, sentenza n. 9801/2005). Ciò significa che il tradimento può essere “punito” sia attraverso le misure proprie del diritto di famiglia sia con gli strumenti tipici del diritto civile, ovvero il risarcimento dei danni.

La rottura del Contratto di Coppia.

La scoperta di un tradimento rappresenta uno spartiacque nella storia della coppia, nel modo di percepire la persona amata e in quello di percepire se stessi. 

Impone la revisione del Progetto di Vita e quella del Contratto di Coppia perchè introduce una variabile che non sarà più possibile ignorare. 

Le conseguenze psicologiche di chi subisce un tradimento

Subire un tradimento obbliga a fare i conti con l’unica verità inconfutabile di ogni rapporto di coppia: l’inconoscibilità dell’altro.

Tale disvelamento può rappresentare nel mondo emotivo di chi deve improvvisamente fronteggiarlo, un terremoto di vastissime proporzioni. Si ha la sensazione di essere inghiottiti dalle sabbie mobili e di trascinare con se la stabilità, la sicurezza, la fiducia di cui era stato investito il rapporto di coppia. Senza alcuna possibilità di salvezza. In alcune persone tradite si registra addirittura l’insorgenza di disturbi d’ansia generalizzata, quando non anche di un vero e proprio disturbo post traumatico da stress. 

In coloro che bramano la ricerca bulimica di dettagli con l’intento illusorio di mettere a tacere la propria rabbia, si possono evidenziare anche quadri ossessivo/compulsivi. 

La ferita narcisistica può produrre effetti negativi anche sul tono dell’umore e mettere a dura prova l’autostima. Il dolore si confonde con la rabbia, la delusione delle aspettative si mescola con il desiderio di vendetta, la tristezza si sovrappone al risentimento, la vergogna alla gelosia. Il dolore del tradimento subito non può essere elaborato e superato, se prima non viene accettato. 

Apparirà strano, ma il dolore di chi scopre un tradimento da parte della persona amata, ha molte similitudini con quello di chi ha subito il lutto di una persona cara. Anche il tradimento impone la necessità di elaborare una perdita e l’oggetto di tale perdita è estremamente complesso: riguarda il “senso del Noi” antecedente all’evento (solido, forte, resistente alle tentazioni sessuali), la rappresentazione mentale che si aveva del partner (quella di una persona fedele che non sarebbe mai stato capace di ferire) e la percezione di se stessi (c’è chi mette in discussione la capacità di essere ancora desiderabile o si attribuisce tutte le responsabilità del tradimento dell’altro).

Se il tradimento destabilizza, è perché qualcosa si ricrei

Ne “Il gioco delle passioni” Aldo Carotenuto scrive che “quando si subisce un tradimento, può risultare molto difficile reagire: la rottura dell’equilibrio vissuto sino a quel momento risulta destabilizzante e annichilente. Essere traditi dalla persona che amiamo implica la perdita dei nostri punti di riferimento e il dolore e l’umiliazione che proviamo mettono a nudo la nostra anima rendendola vulnerabile e fragile come mai prima era stata. L’esperienza del tradimento e del lutto può però svolgere una funzione trasformativa, se riusciamo a elaborarne il vissuto. Se il tradimento destabilizza, è perché qualcosa si ricreiTale funzione trasformativa non passa necessariamente attraverso la decisione di non interrompere il rapporto: anche in chi decide di concludere la relazione, il senso di perdita può svolgere una funzione costruttiva; come scrive ancora Carotenuto “il sentimento di perdita rappresenta le fondamenta, più solide e affidabili perché ormai ben esplorate, su cui edificheremo una nuova esistenza che custodirà in sé tutto il nostro passato“. 

Chi subisce un tradimento ha l’oneroso compito di capire se vi sono le condizioni per intraprendere il percorso di reinterpretazione del rapporto di coppia alla luce del tradimento, circoscrivendolo ad una fase specifica del ciclo di vita della coppia, attribuendo ad esso un significato e rintracciando il proprio contributo nella dinamica relazionale che ha condotto alla crisi. 

“Amarsi e rimanere insieme tutta la vita. Un tempo, qualche generazione fa, era la norma. Oggi invece è diventato una rarità, una scelta invidiabile o folle, a seconda dei punti di vista“.

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