Il piano industriale nell’Amministrazione finanziaria

Il piano industriale è utile per illustrare le strategie del management in merito alle azioni che lo stesso compirà per raggiungere gli obiettivi strategici e i risultati attesi dalla gestione nel medio-lungo periodo in genere 5-10 anni.

Il piano industriale permette di definire le modalità che l’azienda utilizza per accrescere il proprio valore.

L’utilità della predisposizione di un piano industriale si ravvisa:

  • nella rappresentazione della visione manageriale e imprenditoriale e delle azioni che vengono messe in atto per la realizzazione di tale visione;
  • nel fatto che svolge un ruolo di indirizzo e controllo della società ai membri del Consiglio di Amministrazione;
  • nell’attrazione di risorse sia finanziarie che umane utili per il raggiungimento della mission aziendali;
  • nell’attrazione e maggior coinvolgimento del mercato finanziario e di eventuali investitori nel caso il piano industriale venga redatto da società quotate nel mercato borsistico.

Tra i principali obiettivi aziendali indicati nei piani industriali si hanno:

  • sviluppo e commercializzazione di nuovi prodotti e servizi;
  • ristrutturazione aziendale;
  • individuazione di nuovi canali distributivi;
  • trovare nuovi clienti;
  • trovare nuove risorse finanziarie/umane/tecniche/organizzative;
  • entrare in nuovi mercati.

Un piano ben fatto deve essere chiaro, dettagliato e descrivere in modo specifico come saranno raggiunti gli obiettivi prefissati dal management e come saranno soddisfatte le attese dei vari stakeholders.

Forma e contenuto del piano industriale

Non vi è una particolare forma da utilizzare per la predisposizione e composizione del piano industriale ma nella prassi viene suddiviso nei seguenti argomenti: presentazione della società, quadro generale del settore in cui opera l’azienda, situazione economica-finanziaria-patrimoniale della società,  strategie individuate, conto economico previsionale, stato patrimoniale previsionale, rendiconto finanziario previsionale.

Durante la vita dell’azienda ci sono varie variabili esterne che influiscono su suo sviluppo, tra le quali: variabili demografiche, sistema economico in cui opera l’azienda, variabili socio-politico e variabili tecnologiche. Sono queste le variabili che vengono analizzate e dettagliate in un piano industriale.

Nel paragrafo dedicato al settore in cui opera l’azienda si analizzano la dimensione del mercato, il numero di possibili acquirenti e numero dei concorrenti, il rapporto tra domanda e offerta e le economie di scala.

La rappresentazione della situazione economica-finanziaria-patrimoniale della società mette in risalto e sintetizza le informazioni di tipo quantitativo e qualitativo delle altre sezioni del piano, in particolare vanno indicate le grandezze macro-economiche, le ipotesi sull’andamento dei ricavi e dei costi diretti e indiretti e dagli oneri da sostenere, le ipotesi sull’andamento e lo sviluppo del capitale fisso e circolante investito, le ipotesi sulla copertura del fabbisogno finanziario.

Sotto il profilo economico la valutazione del piano industriale si basa su alcuni indicatori. Tra gli indicatori di cui si tiene maggiormente conto si ha l’EBTIDA che rappresenta il risultato economico intermedio estrapolabile dal bilancio detto anche reddito operativo lordo, è acronimo di Earnings Before Interests Taxes Depreciation and Amortization ed evidenzia il reddito di un’azienda basato solo sulla sua gestione operativa, non considerando gli interessi, le imposte, il deprezzamento di beni e gli ammortamenti. Altri indici importanti sono l’EBITA margin dato dal rapporto tra l’EBITDA e i ricavi e l’EBIT che a differenza dell’EBITDA tiene conto degli ammortamenti e delle svalutazioni.

Un piano industriale ben fatto permette di valutare l’utilità delle strategie ipotizzate dal management per la  prosecuzione e lo sviluppo di un business tenendo conto della convenienza economica e della sostenibilità del piano stesso.

Dott.ssa Antonella Beringheli

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