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Separazione - Divorzi (consulenza online)

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Dall’analisi del contenzioso in tribunale ne esce che i rapporti famigliari sono spessissimo causa di incomprensioni, criticità, abusi e violazioni che devono essere fermate; d'altro canto esistono diritti, ragioni ed equilibri che devono essere ristabiliti.

Ti aiutiamo a scegliere se usufruire della separazione consensuale; chiedere il divorzio congiuntomodificare le condizioni di separazione o divorzio; avvalerti della negoziazione assistita, possibile anche in presenza di figli; scegliere l'accordo davanti al sindaco.

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Pacchetto
  • Entry - (15 minuti consulenza telefonica)
  • Standard - (30 minuti consulenza telefonica + verifica 1 atto)
  • Premium - (30 minuti consulenza telefonica + verifica posizione)

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Dall’analisi del contenzioso in tribunale ne esce che i rapporti famigliari sono spessissimo causa di incomprensioni, criticità, abusi e violazioni che devono essere fermate; d’altro canto esistono diritti, ragioni ed equilibri che devono essere ristabiliti. E’ tipico del coniuge o del famigliare in genere vivere momenti o fasi di dubbio del proprio comportamento o dei propri diritti che necessitano una consulenza. Le offerte si dividono in un pacchetto veloce con telefonata di min. 15, un pacchetto con consulenza telefonica di h. 2 e un pacchetto full con esame atti o documenti.

Pacchetto Entry

 Consulenza telefonica di 15 minuti

Il pacchetto è rivolta a coniugi o coppie di fatto che abbiano dei problemi relazionali che coinvolgano i propri sentimenti, diritti o doveri. E’ tipico del coniuge o del famigliare in genere vivere momenti o fasi di dubbio del proprio comportamento o dei propri diritti che necessitano una pronta e veloce consulenza. Il pacchetto consulenza telefonica è in grado in 15 minuti di affrontare rapidamente i temi di interesse consentendo una rapida verifica della situazione.

 Pacchetto Standard

 Consulenza telefonica di 30 minuti

 Verifica 1 atto

Il pacchetto di consulenza standard prevede una durata significativa di 30 minuti di telefonata che può essere gestita in 2 sessione di 15 minuti e la verifica di un documento. Nel rapporto ormai compromesso i tradimenti, la separazione consensuale, l’abbandono del tetto coniugale, l’affido dei figli, episodi di incomprensione con la prole o la violazione del diritto di visita, abusi e violenza sono tipicamente concatenati tra loro e possono avvenire in fasi tra loro ravvicinate o meno. La consulenza telefonica Standard permette di seguire passo dopo passo tali episodi e accompagnare il cliente.

Pacchetto Premium

 Consulenza telefonica di 30 minuti

 Verifica posizione

Il pacchetto premium è consigliato per la fase iniziale del contenzioso quando un coniuge riceve una raccomandata preliminare di un legale o un atto giudiziale. A quel punto vi è la chiara necessità di affrontare detti temi non solo attraverso il telefono ma di sviscerare la situazione pratica contenuta nei documenti. Il cliente, quindi, avrà l’onere di compilare il form allegando i documenti ricevuti. La consulenza non potrà avvenire prima di 3 giorni per consentire al servizio di rendere un parere non più teorico ma fondato sui documenti allegati.

http://consulenza-pranzo.it

La separazione personale dei coniugi è un istituto giuridico regolamentato dal codice civile italiano (artt.150 e ss. c.c.), dal codice di procedura civile italiano e da una serie di norme speciali. La separazione non pone fine al rapporto matrimoniale, ma ne sospende gli effetti in attesa di un'eventuale riconciliazione o del divorzio. Si tratta, quindi, di una situazione temporanea in cui gli sposi mantengono la qualità di coniugi, ma cessano i doveri di coabitazione e di fedeltà. La separazione può essere consensuale con condizioni concordate tra i coniugi che necessitano della sola omologa del Tribunale, oppure giudiziale quando non c’è accordo tra i coniugi. Il divorzio è lo strumento giuridico previsto da norme speciali (L.898/70) attraverso il quale è possibile sciogliere il matrimonio celebrato solo civilmente oppure far cessare gli effetti civili del matrimonio c.d. "concordatario" (ovvero celebrato in Chiesa). Anche questo procedimento può essere consensuale o giudiziale. La normativa, da ultimo, ha introdotto la possibilità di stipulare una convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati senza una vera e propria procedura giudiziale. Infine è stato introdotto il c.d. “divorzio breve” cioè la possibilità, in alcuni casi, di abbreviazione del periodo di ripensamento da tre anni a un solo anno o, addirittura, 6 mesi.

La legge regola la separazione dei coniugi, ossia la situazione temporanea che incide sui diritti e sui doveri che nascono con il matrimonio; in particolare sono disciplinati i tipi di separazione e le conseguenze familiari/patrimoniali nel periodo di sospensione degli effetti e di alcuni obblighi del rapporto matrimoniale, in attesa della riconciliazione o del divorzio. In merito agli aspetti procedurali, l'avvio della causa può essere determinato dal ricorso di anche uno solo dei due coniugi, nel quale deve essere necessariamente indicata l'esistenza di figli di entrambi i coniugi. La competenza è del Tribunale del luogo di ultima residenza dei coniugi o, in mancanza, del luogo dove il coniuge convenuto ha la residenza o il domicilio. Qualora quest'ultimo abbia la residenza all'estero o risulti irreperibile, la competenza è del Tribunale del luogo di residenza o domicilio del ricorrente o, se anche questo si trovi all'estero, di qualsiasi Tribunale della Repubblica. Alla prima udienza le parti sono tenute a comparire personalmente, con l'assistenza del difensore, davanti al Presidente del Tribunale. La mancata comparizione comporta conseguenze differenti a seconda che essa riguardi il coniuge ricorrente o quello convenuto: nel primo caso la domanda non ha effetto (così come se egli vi rinunci), nel secondo caso può essere fissata una nuova udienza per la comparizione, con rinnovo della notificazione del ricorso e del decreto. All'udienza di comparizione, il giudice istruttore sente le parti, prima separatamente, poi congiuntamente, e tenta la conciliazione. Se questa non riesce, con le stesse modalità previste per la separazione consensuale, egli valuta quindi l'opportunità di adottare provvedimenti necessari ed urgenti a tutela del coniuge debole e dei figli e nomina il giudice istruttore fissando udienza di comparizione delle parti e trattazione davanti a questo. A questo punto, il procedimento si svolge secondo le forme del rito ordinario. Il provvedimento emesso a conclusione ha la forma di sentenza.

Il sistema giuridico italiano, infatti, prevede che per poter chiedere il divorzio, occorre avere prima ottenuto la separazione, salvo casi specifici in cui è possibile ottenere direttamente il divorzio, a tal punto estremi da non rilevare per le situazioni normali (ad esempio la condanna di un coniuge per omicidio, oppure il cambio di sesso da parte di un coniuge).

Il processo di divorzio su domanda unilaterale si articola in due fasi.

La prima di esse ha luogo davanti al presidente del tribunale che, dopo avere ascoltato i coniugi, tenta la loro conciliazione: se questa fallisce il presidente stesso pronuncia con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti nell’interesse dei coniugi e della prole nomina il giudice istruttore e fissa l’udienza di comparizione e trattazione dinanzi a questo. La fase del giudizio davanti al giudice istruttore segue sostanzialmente le regole del processo ordinario di cognizione, concludendosi con un provvedimento avente forma di sentenza e soggetto ai normali mezzi di impugnazione.
Il secondo tipo di processo di divorzio, ossia su domanda congiunta, diverge notevolmente da quello su domanda unilaterale, vuoi perché ha luogo per intero davanti al tribunale come organo collegiale (senza distinzione tra la fase presidenziale e quella dinanzi al giudice istruttore), vuoi perché si svolge in forme camerali, pur concludendosi con una sentenza.


Con il D.L. n.132/14 convertito in legge con modifiche il 10/11/14 dalla legge n.162, nell’ambito del riassetto del processo civile e per la riduzione dell’arretrato giudiziario, la coppia che consensualmente vuole separarsi o divorziare non dovrà necessariamente rivolgersi al giudice, ma avrà la possibilità di scegliere tre strade. Presentare un ricorso congiunto al Tribunale e ottenere l’omologa della separazione, la sentenza che pronuncia lo scioglimento del matrimonio o la cessazione dei suoi effetti civili, oppure scegliere tra due nuove opzioni, che riducono notevolmente i tempi della procedura: la negoziazione assistita da avvocati (art.6, D.L. n.132/14) e la conclusione di un accordo presso l’ufficio dello Stato Civile, in presenza di determinate condizioni (art.12). Il fine della norma è di stimolare le parti al raggiungimento di una soluzione di separazione personale, cessazione degli effetti civili del matrimonio o scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o divorzio, senza adire l’autorità giudiziaria, affidando, da una parte il ruolo di negoziatore all’avvocato, dall’altra, in presenza di situazioni che non riguardino soggetti deboli da tutelare, come ad esempio i figli minori, coinvolgendo direttamente l’Ufficio Comunale. Infine, il cosiddetto divorzio breve, introdotto nel 2015 (L. n.55/15), accorcia i termini necessari per poter ottenere il divorzio (sei mesi in caso di separazione consensuale, un anno in caso di separazione giudiziale, a decorrere dalla prima udienza, purché la separazione sia definita).