COVID 19 ripercussioni su pagamenti IMU e TASI

Le tasse sulla casa

La gestione di una casa implica il pagamento di determinate tasse, tra queste le più importanti sono IMU e TASI: esse sono tasse gravanti sull’immobile indipendentemente dalla sua destinazione.

IMU

L’IMU, ossia l’Imposta Municipale Unica, è una tassa di natura patrimoniale.

L’IMU deve essere onorata dai proprietari di immobili, aree fabbricabili e terreni. Nel 2014 la predetta tassazione è stata abolita per le abitazioni principali non di lusso, cioè quelle accatastate in categorie diverse da A/1, A/8 e A/9.

Deve essere pagata dai proprietari delle abitazioni di una seconda casa, di negozi, uffici, capannoni e locali che non appartengono all’abitazione principale.

La base di calcolo per la determinazione dell’IMU è data dalla rendita catastale del fabbricato rivalutata del 5%. Poi la cifra ottenuta verrà moltiplicata per il coefficiente che corrisponde alla tipologia di immobile ottenendo un valore sul quale verrà applicata un’aliquota determinata dal Comune di appartenenza dell’immobile.

TARI

La TARI è una tassa volta a finanziare il servizio per raccolta e smaltimento dei rifiuti; deve essere pagata da tutti coloro che possiedono locali o aree che possono produrre rifiuti. Peraltro questa tassa contribuisce a formare l’imposta unica comunale, formata anche da IMU e TASI.

Per quanto riguarda le scadenze di pagamento, esse sono differenti e previste dai Comuni: in generale, i versamenti relativi alla TARI sono tre: un primo acconto ad aprile, un secondo acconto nel mese di luglio e il saldo entro la fine dell’anno.

TASI

La TASI è la tassa sui servizi indivisibili.

È stata introdotta nel 2014 al fine di permettere al Comune di garantire i c.d. “servizi indivisibili”: quei servizi erogati dal Comune e utilizzati in generale da tutti i cittadini per i quali non è possibile individuare una utenza specifica.

Tra i servizi indivisibili troveremo, ad esempio, l’illuminazione pubblica, la manutenzione stradale e del verde pubblico, la vigilanza urbana, la protezione civile, l’anagrafe.

A differenza dell’IMU, la TASI deve essere corrisposta con riguardo a tutti gli immobili, senza esclusione per la prima casa.

Le tasse sulla casa e il Covid-19

Il decreto Ristori (decreto-legge n. 137 del 2020) all’art. 9, ha cancellato il saldo IMU 2020 per alcuni contribuenti. La misura si inserisce tra quelle di sostegno a fronte dell’emergenza Covid-19.

La cancellazione del saldo IMU 2020 riguarda gli immobili – e le relative pertinenze – in cui si svolgono le attività imprenditoriali interessate dalla sospensione disposta dal DPCM 24 ottobre 2020 in ragione dell’aggravarsi della nota emergenza sanitaria.

I settori interessati sono quelli generalmente più colpiti: settori della ricettività alberghiera, della ristorazione e della somministrazione di cibi e bevande, del turismo, dello sport e dello spettacolo, della cultura; ecc.

È opportuno precisare che la cancellazione del saldo IMU 2020 in commento si aggiunge a quella già disposta per le strutture turistiche, ricettive e fieristiche dal decreto legge n. 104 del 2020 (c.d. Decreto Agosto).

Per poter godere dell’esenzione, tuttavia, è necessario che il proprietario dell’immobile (o comunque il soggetto che ha su di esso altro diritto reale di godimento) sia anche il gestore dell’attività svolta nell’immobile stesso.

A differenza del Decreto Agosto – che invece ha cancellato la seconda rata Imu per stabilimenti balneari, termali, alberghi, agriturismi, villaggi turistici, bed&breakfast, residence, campeggi, immobili utilizzati per allestimenti fieristici, cinema, teatri, sale concerti, sale da ballo, discoteche, ma senza prevedere la necessaria coincidenza tra proprietario e gestore – la nuova misura restringe il campo dei beneficiari “attesa la numerosità delle attività interessate dall’abolizione del versamento”.

Sulla base delle prime previsioni, la misura genererà una perdita di getto complessiva di 115,7 milioni.

Avv. Giulia Invernizzi

Avv. Giulia Invernizzi

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