Adempimenti del curatore per la chiusura del fallimento

L’art.118 L.F. disciplina i casi di chiusura del fallimento ed in seguito indica alcune attività del Curatore fallimentare. Salvo quanto disposto nella sezione seguente per il caso di concordato, la procedura di fallimento si chiude:

1) se nel termine stabilito nella sentenza dichiarativa di fallimento non sono state proposte domande di ammissione al passivo;

2) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell’attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l’intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione;

3) quando è compiuta la ripartizione finale dell’attivo;

4) quando nel corso della procedura si accerta che la sua prosecuzione non consente di soddisfare, neppure in parte, i creditori concorsuali, né i crediti prededucibili e le spese di procedura. Tale circostanza può essere, accertata con la relazione o con i successivi rapporti riepilogativi di cui all’articolo 33.

Considerato che l’attività del Curatore, volta alla chiusura del fallimento, è disciplinata da diversi articoli della Legge fallimentare, per facilitarne la comprensione,di seguito si riporta un elenco degli adempimenti:

¨ controllare sul fascicolo informatico se vi sono somme prenotate a debito e annotate sul “Foglio notizie ex art. 280 T.U. 115/2002 ancora da pagare.

Se nel fascicolo niente risulta, richiedere alla cancelleria il “Foglio notizie”. Se vi sono ancora importi da pagare, la cancelleria invierà tramite PCT il “Foglio notizie” ed il modello F23 precompilato.

(Dopo aver effettuato il pagamento, depositare tramite PCT la ricevuta modello F23 in cancelleria).

¨ in caso di richiesta di gratuito patrocinio, controllare se vi sono spese da rimborsare all’ufficio recupero crediti civili.

¨ In prossimità della chiusura, valutare ove depositare la documentazione distinguendo:

  • la documentazione del curatore relativa alla sua gestione (che deve essere conservata per 10 anni – 2 anni messaggi PEC – a far data dalla chiusura del fallimento a cura e spese del curatore stesso);
  • la documentazione ricevuta dalla società e relativa al periodo ante fallimento (che deve essere conservata per tutta la durata del fallimento e poi nei normali termini ovvero 10 anni dalla data del documento – art. 2220 c.c.)

¨ formare il rendiconto della gestione (art. 116 L.F.).

¨ presentare in cancelleria il rendiconto della gestione con la richiesta al G.D. di fissazione dell’udienza per l’approvazione (previo esame di eventuali contestazioni da parte degli interessati che dovranno inviare alla PEC del fallimento 5 giorni prima dell’udienza) (art. 116 L.F.);

¨ comunicare immediatamente ai creditori ammessi al passivo, a coloro che hanno proposto opposizione, ai creditori in prededuzione non soddisfatti ed al fallito (o al legale rappresentante) l’avvenuto deposito del rendiconto e la fissazione dell’udienza per l’approvazione inviando loro copia del rendiconto (art. 116, comma 3°, L.F.) (in questa sede, se non già effettuate, possono essere segnalati i creditori ammessi successivamente alla chiusura della verifica dello stato passivo per domande tardive, accoglimento di opposizioni, revocazione di crediti ammessi, correzioni di errori materiali)

(la comunicazione ai creditori va fatta secondo le modalità di cui all’art. 31 bis L.F. e quindi a mezzo PEC oppure tramite deposito in Cancelleria)

(al fallito o al legale rappresentante, se non dotati di PEC, inviare una raccomandata a.r.)

¨ partecipare all’udienza depositando la prova dell’avvenuta comunicazione ai creditori ed al fallito (o legale rappresentante).Il G.D. redigerà verbale (il verbale di approvazione firmato dal G.D. deve essere poi allegato all’istanza per la liquidazione del compenso al Curatore).

¨ dopo l’approvazione del rendiconto, chiedere la liquidazione del compenso; allegare all’istanza il rendiconto con verbale di approvazione e gli altri documenti richiesti e dichiarare se sono stati in precedenza percepiti acconti e motivare la maggior durata se superiore a 5 anni nonché il rimborso delle spese di procedura anticipate e non ancora rimborsate e la liquidazione delle spese successive alla presentazione del rendiconto.

(In caso di mancanza di attivo, spetta comunque il compenso al Curatore. E’ necessario fare istanza al G.D. chiedendo la liquidazione del compenso a carico dell’Erario per mancanza di attivo).

¨ concordare con l’istituto di credito presso il quale è intrattenuto il conto corrente della procedura le modalità di estinzione del conto e farsi rilasciare conteggio delle somme effettivamente disponibili (al netto delle spese di gestione ed estinzione del c/c) alla data presunta dell’esecuzione dei pagamenti indicata dal Curatore

¨ predisporre il piano di riparto finale e presentarlo in Cancelleria (art. 110 e 117, comma 1, L.F.)

(Si ricorda che:

1 – deve essere inserito, tra le spese di procedura, il compenso del Curatore così come liquidato in precedenza;

2- per le procedure in corso al 29.11.97, il pagamento delle imposte dirette e/o dell’IVA entro 30 giorni dalla esecutività del piano di riparto rende inapplicabile la sanzione altrimenti dovuta per omesso o ritardato versamento di tali tributi – art. 6 bis, Legge 410/97 – Circolare Ag. Entrate 26/E del 22.3.2002)

3 – vi è, ex Legge 662 del 23.12.1996 – commi 220 e segg., una particolare norma agevolativa, per tutte le procedure ed indipendentemente dalla data di apertura, per i pagamenti a favore dell’INPS)

¨ non appena il G.D. ne ha ordinato il deposito in cancelleria, avvisare tutti i creditori (compresi quelli per i quali è pendente un giudizio ex art. 98) allegando copia

(la comunicazione ai creditori va fatta secondo le modalità di cui all’art. 31 bis L.F. e quindi a mezzo PEC oppure tramite deposito in Cancelleria)

¨ per i crediti condizionati, per i quali la condizione non si è ancora verificata, nonché per i crediti oggetto di contestazione con provvedimento non ancora passato in giudicato, depositare le somme loro spettanti nei modi stabiliti dal G.D. (art. 117 L.F.)

¨ decorso il termine per eventuali reclami ex art. 110, comma 3, L.F. (15 giorni dal ricevimento della comunicazione), chiedere al G.D. l’esecutività del piano di riparto finale depositando in cancelleria il mandato di pagamento con gli importi da ripartire e le prove che i creditori hanno ricevuto le comunicazioni (art. 110 L.F.)

¨ inviare ai creditori assegni circolari non trasferibili con raccomandata A/R e/o bonifici

(attenzione: particolari pagamenti come i tributi devono essere effettuati secondo modalità specifiche al Servizio Riscossione Tributi)

¨ in caso di creditori irreperibili, procedere ex art. 117, comma 5. Ad ogni modo adeguarsi alla prassi del Tribunale.

¨ Procedura che devono seguire i creditori già irreperibili per richiedere le somme depositate a loro nome sul libretto giudiziario: la richiesta di svincolo dei libretti deve essere presentata con istanza al G.D. da depositare in cartaceo in Cancelleria (il creditore dovrà dimostrate la propria identità e legittimazione)

(il GD chiederà quindi il parere all’ex curatore e poi emetterà il proprio nulla osta. La cancelleria poi predisporrà mandato di pagamento

¨ fare istanza al Tribunale per la chiusura della procedura (art. 119 L.F.)

(depositando anche un rapporto riepilogativo finale redatto in conformità a quanto previsto dall’articolo 33, quinto comma L.F.).

Occorre verificare che nel fascicolo siano presenti tutti i documenti ed in particolare – Libro Cassa; Pagamento Foglio Notizie (Camp. Civ./CUF); Matrice assegni ripartizione e/o copie bonifici; Fattura del Curatore (che non fanno parte del fascicolo sul PCT)

¨ se il fallimento si chiude per il caso di cui all’art. 118 – comma 1 – n. 4) prima dell’approvazione del programma di liquidazione (insufficienza di attivo), richiedere prima il parere del Comitato dei Creditori e del fallito (Art. 119, comma 2, L.F.)

¨ una volta dichiarata la chiusura, valutare la prassi del Tribunale relativo alle comunicazioni

¨ se fallimento di società e nei casi di chiusura di cui ai nn. 3) e 4), chiedere, spirati i termini per eventuali reclami, la cancellazione dal registro imprese (art. 118 L.F)

¨ effettuare la cancellazione anche delle eventuali Unità locali iscritte (se presso altre C.C.I.A.A.);

¨ disdire la PEC del fallimento (non è necessario attendere i due anni dalla chiusura; tale termine è relativo alla conservazione e non obbliga a tenere aperta la PEC).

 

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